750 grammes
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23 ottobre 2011 7 23 /10 /ottobre /2011 15:01

Paste-asciutte 6169

 

 

 

Pastasciutta, eWWiva!.

Tra i  molti piatti dell'infinito panorama grastronomico, la pasta cotta al dente e condita con un sugo saporito e non necessariamente complicato, è veramente qualcosa di strepitoso. 

Difficile resistere ad un piatto di pasta. 

A me piace anche senza condimento, mi piace proprio la pasta di semola di grano duro.

Ultimamente ho scoperto, grazie ad un intervista rilasciata dal Sig. Gualtiero Marchesi (ed il nome è già di per sè una garanzia), che, il Sig. Amato, (uno dei produttori leader della pasta in Italia), gli ha consigliato di portare al bollore l'acqua, di salarla un poco, di gettarvici la pasta, di riportare l'acqua al bollore  e di spegnere il fornello, lasciando cuocere la pasta con il solo calore dell'acqua per i minuti consigliati sulla confezione.

Bene, quest'ultima rilascia meno amido rispetto a quanto non farebbe lasciandola cuocere con il fuoco acceso. Il risultato è una pasta più croccante e corposa.   Vi assicuro che è vero. Naturalmente ho provato immediatamente, l'unica accortezza è quella di assaggiare la pasta un paio di volte in più per paura che invece scuocia.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

320 gr di pasta corta, mezzemaniche

300 gr di salsiccia non troppo grassa

1          spicchio d'aglio

1          scalogno

2          cucchiai di olio extravergine d'oliva

1          peperoncino

1          scatola di pelati + 1 metà

1          cucchiaio a testa di pecorino oppure di ricotta pecorina da grattuggiare

            sale e pepe q.b.

 

In una padella antiaderente scaldate l'olio, il peperoncino e l'aglio, non appena rosola, togliete il peperoncino e versate la salsiccia sbriciolata e senza pelle.

Lasciate che si colori per bene, poi aggiungete lo scalogno tagliato sottilmente, fatelo insaporire.  Dopo un paio di minuti aggiungete i pelati, salate e pepate e portate a cottura, lasciando restringere per bene l'acqua dei pomodori.

Non usate troppo olio, il grasso della salsiccia è già un buon condimento.

 

Nel frattempo fate bollire dell'acqua in una pentola a bordi molto alti. Al bollore versate la pasta e cuocetela come preferite, cioè o con il metodo del Sig. Amato o come fate abitualmente, l'unica accortezza è tenere la pasta al dente.

A cottura ultimata scolatela conservando un paio di cucchiai di acqua di governo.

Versatela nella padella del sugo e ripassatela a fuoco vivace, dovesse risultare troppo asciutta, aggiungete i due cucchiai di acqua di governo, pepate e disponetela nei piatti di portata.

Spolverate la pasta con pecorino o ricotta pecorina a piacere.

 

ENJOY!

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22 ottobre 2011 6 22 /10 /ottobre /2011 18:31

 

  

  Torte-dolci 6162

 

   

 

Dolce dell'ultimo minuto? Si!

Basta avere a disposizione un po' di pasta sfoglia, un paio di mele e naturalmente la marmellata di zucca ed arance di ieri e la tarte aux pommes  (il nome è già di per sé un programma) è fatta.

La serata si conclude con un dolcetto piccino, ma sfizioso che accompagnato da una pallina di gelato alla crema accorda il bollente con il "gelato".

 

 

La ricetta

 

Ingredienti per 6 tortine

 

1    rotolo di pasta sfoglia

2    mele grandi

6    cucchiai di marmellata di zucca ed arance

      (oppure di marmellata a scelta preferibilmente di frutta gialla)

1    spolverata di cannella

1    spolverata di zucchero a velo

1    succo di un limone

 

 

Stendete la pasta sfoglia e ritagliate sei dischetti che saranno la base delle tartellette.

Rivestite gli stampini ed arrotondate i bordi.

Versate un buon cucchiaio di marmellata in ogni stampino.

Sbucciate le mele, togliete i torsoli e irroratele di succo di limone affinché non anneriscano.

Tagliarle a fettine sottili e disporle sulla tartelletta cercando di creare un motivo decorativo.

Spolverare di cannella ed un pochino di zucchero a velo. Introdurre in forno già caldo a 200° per 15' minuti.

Servire calde con gelato alla vaniglia.

 

ENJOY!

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21 ottobre 2011 5 21 /10 /ottobre /2011 19:39

Marmellata 6150

 

 

Diciamo subito che i biscotti non sono di Bettaroberta, però gli arancini piccini, picciò si! 

Sono la produzione di un alberello del nostro balcone che ogni autunno-inverno ci regala questi fruttini, che sono asprissimi, ma fungono da ottimo digestivo al bisogno.

La marmellata non è dolcissima, anzi!

Sebbene la regola imponga che per ogni kilo di frutta, debba corrispondere la metà quantità di zucchero, trovo che sia troppo per il mio palato, quindi la mia è decisamente inferiore.

Ciò non toglie che ognuno abbia un palato personale e  possa decidere quale dose usare.

Non è mia abitudine fare una valanga di marmellata, preferisco un consumo immediato e non monotono, prediligendo quello che la stagione mi offre, di conseguenza, la  quantità della ricetta è per solo un paio di barattoli come foto. 

 

La ricetta

 

Ingredienti per 2-3 barattoli

 

600 gr di zucca gialla

5          arance a polpa gialla

1          paio di gocce di estratto di vaniglia

230gr di zucchero

1          bicchierino di Porto

1          paio di gocce di estratto di Whisky o Rhum

 

 

Procedimento

 

Private la zucca della sua buccia, filamenti e semi. Tagliatela a tocchetti e versatela in una pentola capiente, a bordi alti ed antiaderente. Tenete da parte.

 

Lavate e sbucciate le arance a vivo (vedere la ricetta 24.02.2011 Tortine con salsa di cioccolato), tagliatele a fette e versatele nella padella con la zucca.

 

Utilizzate la buccia delle arance con attaccata parte della loro polpa. Tagliatela a dadini e disponeteli in un pentolino pieno di acqua fredda che porterete al bollore, raggiunto il quale, scolerete le scorzette e ripeterete l'operazione per altre due volte.  Ciò serve a togliere un po' dell'amaro delle pellicine delle arance.

Aggiungetele alla pentola contenente zucca ed arance affettate. Versate inoltre lo zucchero, i liquori, la vaniglia. Mescolate con un cucchiaio di legno, accendete il fuoco a fiamma media e lasciate che lo zucchero incominci a sciogliersi.  Rimescolate e poi lasciate cuocere per almeno 40' minuti. In ogni caso fino a che il composto non sia denso.

 

Mentre la marmellata cuoce, preparate dei vasetti di vetro a chiusura ermetica. Non appena la marmellata è pronta, versatela ancora bollente nei vasetti fino al loro bordo, riavvitate il tappo e capovolgete a testa in giù i contenitori.

Non ci devono essere spazi vuoti.

Lasciate raffreddare e consumatela sia come marmellata da colazione che come appoggio a formaggi.

 

ENJOY!

 

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20 ottobre 2011 4 20 /10 /ottobre /2011 19:42

Zuppe 6121

 

 

Oggi è una giornata particolare:

 

1-  compleanno di mia nonna Francesca, che se fosse ancora in mezzo a noi avrebbe 109 anni!

      Auguri dovunque Tu  sia.

 

2-  tempo bizzarro :        ore   6.00 a.m.   pioggerella di primavera

                                          ore   9.00 a.m.   piccolo barlume di luce

                                          ore  12.00 a.m.  sole, perdurato fino alle ore 16.30

                                          ore  17.30 p.m.  cielo scuro, vento gelido.

 

Che sia in arrivo la Tramontana?Bah!

Per riscaldare un poco l'animo e non solo, eccovi una crema di asparagi!

Lo so, non si vede, ma questo è il bello!

Lo scrigno di sfoglia racchiude una crema di asparagi e patate, un filante formaggio e le punte disposte a raggiera, cosìcché non appena si apra il coperchio, si possa assistere ad una piccola sorpresa inaspettata.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 3 persone

 

450 gr di asparagi

2           patate medie

1           spicchio d'aglio

1           quarto di porro

1           noce di burro

20         gr di farina 00

1           pasta sfoglia fresca

3           fette sottili di formaggio Emmental

3           cucchiai di parmigiano

             sale, pepe ed un goccino d'olio extravergine d'oliva

 

Pulite gli asparagi da terra e filamenti. Rimuovete la parte legnosa e fibrosa e versateli in acqua bollente per 8-10 minuti.  Scolateli con un mestolo forato (non buttate l'acqua di cottura) sciacquateli sotto acqua corrente e tagliate le code a pezzettini. Conservate le punte, tre per persona, verranno usate per decorare la crema.

 

In una pentola antiaderente a bordi alti, scaldate il burro, il goccino d'olio, l'aglio, il porro.  Lasciate rosolare ed aggiungete le patate e gli asparagi a tocchetti.

Lasciate insaporire e poi aggiungete i 20gr di farina. Fate cuocere per un paio di minuti e poi versate un mestolo per volta  di acqua di cottura degli asparagi, mescolando per evitare la formazione di grumi.

Dovrete ricoprire interamente le verdure, più un paio di mestoli aggiuntivi.

Salate e pepate.

Cuocete per 20-25', il tempo necessario ad addensare la crema che verrà frullata tramite mixer ad immersione.

Accendete il forno a 220°, preparate le cocottine  versandovi un mestolo di crema, una metà fetta di Emmental, un altro mestolo di crema ed un'altra metà fetta di Emmental, un altro mestolo di crema ed una cucchiata di parmigiano a completa copertura.  Riprendete le punte di asparagi e dividetele a metà. Disponetele a raggiera sopra il parmigiano, le punte dovranno essere rivolte verso il centro della cocotte.

N.B:  non riempite fino all'orlo la cocottina, lasciate un po' di respiro fra la crema e la pasta sfoglia.

Tagliate ora un cerchio di diametro leggermente più largo rispetto a quello della cocotte, appoggiatelo sopra di essa e schiacciate bene i bordi esterni.  La pasta deve sigillare il contenuto.  Applicate un "bottoncino" di pasta al centro ed infornate per 10', il tempo necessario a che la sfoglia si gonfi.

Servire immediatamente e.....

 

ENJOY!

                                         

     

 

 

 

 

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19 ottobre 2011 3 19 /10 /ottobre /2011 19:29

Piatti-di-carne 6096

 

 

Arrosto "DI-VINO" in quanto è cotto nel vino rosso, ma è anche divino, perchè è succolento, ma non unto e le castagne, che come già accennato, sono per me una grossissima tentazione, insieme al "puccin" (cioè all'intingolo) sono una golosità.

 

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

 

1.5 kg  di lonza di maiale

6-7       scalogni

1           foglia di alloro

4           foglie di salvia

1           spicchio d'aglio

1           cucchiaio di soffritto misto

1           confezione di castagne precotte e sottovuoto

             da circa 500 gr.

200cc  di vino rosso da tavola

100cc  di acqua bollente

1           cucchiaino scarso di fecola di patate

             sale, pepe ed olio extravergine q.b.

 

 

Procedimento

 

In una pentola a bordi medio-alti ed abbastanza larga da contenere un arrosto, scaldare l'olio con l'aglio, il soffritto misto, l'alloro, la salvia, gli scalogni sbucciati e divisi a metà per il senso della lunghezza.

Non appena il tutto rosola, adagiarvi la carne precedentemente salata e pepata.

Lasciare che rosoli a fuoco altissimo, prima da un lato e poi dall'altro e perfino di testa e di coda, affinché si sigilli completamente e trattenga i succhi che la renderanno morbida.

Sfumare con il vino rosso (Attenzione: non versare mai il vino sopra la carne, ma nel tagame, in quanto così facendo evitiamo di cambiare la temperatura della carne), portare ad ebollizione e poi aggiungere l'acqua bollente e passare in forno già caldo a 220° per almeno 45'-50' minuti.

 

Controllare di tanto in tanto che la carne si colori e non bruci e trascorso il tempo succitato, togliere la pentola dal forno, ed appoggiare la carne su di un piatto di portata caldissimo.

Filtrare il sughetto, mantenendo gli scalogni.  Rimettere sul fuoco, aggiungere le castagne e farle insaporire per alcuni minuti.

Sciogliere in un cucchiaio di acqua fredda la fecola di patate ed aggiungerla al sugo, mescolando vorticosamente per evitare la formazione di grumi. Riportare il sugo al bollore e spegnere il fuoco.

Contornare con il sugo la carne e servire immediatamente.

 

ENJOY!

 

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18 ottobre 2011 2 18 /10 /ottobre /2011 18:02

Risotti 6056

Due in uno :  Risotto e fegatini, ma non spezzettati e tostati con il riso, come vuole la classica ricetta, bensì separati e distinti ed uniti solo al momento di servire.

Il riso è al vino rosso e ben mantecato , mentre i fegatini sono al profumo di Porto, la cipolla dorata non può mancare e come aroma aggiuntivo un cespuglietto di salvia, che fa da decorazione, ma che profuma il piatto grazie al calore che viene emanato dal riso e dal fegato caldo.

I colori del piatto sono in armonia con la stagione, il riso rosso della vendemmia, il fegato marroncino come i gusci delle castagne ed il verde salvia a rappresentare le ultime foglioline prima dell'inverno.

 

 

La ricetta

 

Ingredienti per  4 persone

 

1      confezione di fegatini di pollo

1      cipolla dorata

1      foglia di alloro

1      mazzettino di salvia

1      bicchierino di Porto

1      noce di burro

1      cucchiaio di olio extravergine d'oliva

        sale e pepe

 

320 gr di riso Carnaroli

1      cipollina dorata piccola

1      noce di burro

1      bicchierino di vino rosso da pasto

500 cc di brodo di carne oppure di acqua bollente

        sale, pepe ed olio extravergine d'oliva

70  gr di parmigiano reggiano

 

 

Procedimento

 

In una pentola a bordi medio-alti far rosolare la cipolla in una noce di burro ed un cucchiaio di olio.

Versare il riso e lasciarlo tostare per alcuni minuti, sfumare con il vino rosso, lasciar evaporare ed aggiungere il brodo caldo, poco per volta. Salare e pepare.  Portare a cottura, circa 15', il riso dovrà essere al dente ed all'onda, cioè cremoso. Mantecare poi con il parmigiano tenendo la pentola lontano dal fuoco. Tenere in caldo.

 

Mentre cuoce il riso, preparare i fegatini, che dovranno essere ben lavati e privati di filamenti. Attenzione ad eventuali residui verdognoli, rappresentano la bile e bisogna evitarli con cura.

In una padella a bordi bassi rosolare la cipolla nel burro e nell'olio, insieme alla salvia e all'alloro.

Versare i fegatini, salarli e peparli e farli colorire prima da un lato e poi dall'altro.

Sfumare con il bicchierino di Porto e cuocere a fuoco lento per 10' minuti.  I fegatini dovranno essere colorati esternamente e morbidi all'interno.

 

Riprendere il riso  appena mantecato, disporlo nei piatti di servizio, posizionare al centro un paio di fegatini a commensale, irrorare il riso con un poco del sughetto dei fegatini e decorare con un ciuffettino di salvia.

 

ENJOY!

 

 

 

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17 ottobre 2011 1 17 /10 /ottobre /2011 19:41

Dolci-al-cucchiaio 6058

 

 

Un dolce al cucchiaio a rischio ubriacatura, si perchè ho aggiunto solo qualche goccia (forse un po' di più di qualche goccia) di concentrato di Rhum, e tutti mi hanno detto: "Caspita, alcoholicaaaaa".

Leggermente, ho commentato, ma la risposta non è sembrata così convincente.

Ciò nonostante la crema è finita, quindi alcoholica o meno è piaciuta.

 

 

La ricetta

 

Ingredienti per  2 coppe come foto

oppure per 6-7 mini bicchierini .

 

250 gr di ricotta vaccina fresca 

  80 gr di zucchero a velo vanigliato

    1  cucchiaino di caffé solubile

    2  cucchiaini di cacao amaro in polvere

  10 amaretti

    6  maron glaçé

    1  cucchiaio abbondante di gocce di cioccolato amaro

    1  spolverata di cacao per decorazione

 

 

In una ciotola a bordi alti, sciogliere il cucchiaino di caffe con una punta di cucchiaino di acqua. Non deve diventare liquido, ma una sorta di cremina.

Aggiungere la ricotta lo zucchero, le gocce di Rhum (attenzione) il caffé ed il cacao amaro in polvere. Ottenere una crema liscia ed omogenea da riporre in frigorifero per almeno 30' minuti.

 

Nel frattempo preparare le coppe od i bicchierini monodose posando sul loro fondo gli amaretti ed i maron glacé sbriciolati. 

Riprendere la crema e versarla sui biscotti con l'aiuto di un sac à poche o di una siringa con bocchetta a stella.

Decorare qua e là con gocce di cioccolato amaro ed una spolverata di cacao.

 

 

ENJOY !

 

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16 ottobre 2011 7 16 /10 /ottobre /2011 20:10

Stuzzichini-salati 6075

 

Oggi abbiamo approfittato del sole di questa magnifica mattina "ottombrina" per scattare la foto delle prugne in gabbia.

Direi, a mio modesto parere, niente male, davvero niente male. Sembra che il primo appetizer si rispecchi all'infinito, invece i crostini sono realmente tre, messi in fila, ma in considerazione del fatto che sono identici nella costruzione, appaiono come una sequenza.

 

Questo appetizer è facile e veloce, dolce e salato, ma per niente croccante, in quanto il pane nero di segale è abitualmente molto umido e nonostante il tutto passi al forno a 220°, tende lo stesso a non crocchiare.

La pancetta salata e pepata che ingabbia la dolce prugna, la capigliatura un poco scapigliata della cipolla glassata, il pinolo a dare la punta di amarognolo insieme alla salvia, fanno di questo bocconcino un invito costante a diventare dei D I V O R A T O R I .

 

La ricetta

 

Ingredienti per 12 appetizer

 

 

12   basi di pane nero di segale

12   prugne secche senza nocciolo

12   fette di pancetta arrotolata

12   foglie di salvia

1     cipolla rossa

1     cucchiaino di pinoli

1     foglia di alloro

       sale ed olio extravergine d'oliva.

 

 

Procedimento

 

Tagliate a fettine sottili la cipolla rossa.

Scaldate l'olio e l'alloro in un tegamino antiaderente. Non appena rosola, versatevi le cipolle ed i pinoli.

Lasciate insaporire e poi salate e coprite riducendo al minimo la fiamma. La cipolla deve "sudare" e cuocere con la sua acqua.   Basteranno 10' minuti e poi scoprite e coloritele alzando il fuoco.  Tenete da parte.

 

Ritagliate con uno stampino della forma preferita, (quello usato oggi era a forma di cuore), 12 basi di pane nero.

Disponetele distanziate l'una dall'altra su di una placca da forno, rivestita di carta da forno.

 

Prendete le prugne ed avvolgetele singolarmente con una fetta di pancetta ciascuna, fino a formare un involucro a copertura completa.  Adagiatele sul crostino ed infornate a 220° per 5'-8'  minuti, il tempo che la pancetta rilasci un poco della sua dolcezza al pane ed alle prugne e che si colori.

 

Estraete la placca dal forno e rivestite ogni appetizer con un ciuffetto di cipolla. Guarnite con un pinolo ed una fogliolina di salvia fresca.

 

ENJOY !

 

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15 ottobre 2011 6 15 /10 /ottobre /2011 20:44

 

 

 

 

  Torte-dolci 6042

 

 

   

Oggi, ho un po' Saturno contro!

Forse non solo io, però, in quanto sono andata a vedere un film molto carino, Soul Kitchen, poi vi racconto e antecedentemente la proiezione c'è stata la presentazione di una ricetta in diretta.

Neanche al cuoco è venuta perfettamente! Ma niente di male, si premia l'intenzione.

Tornata a casa, ho pensato di fare un dolce anch'io.  Avevo in mente una crostata con ganache al cioccolato, ma poi ho cambiato direzione, facendomi influenzare da una ricetta del 1960, tratta da un libro di una mia cara zia, Nene, che ha deciso di regalarmi pensando ad un "vintage d'autore". Adoro zia Nene....

Bene la ricetta era:" Struedel di mele con crema". 

Ho iniziato a lavorare e già nella preparazione della sfoglia, le quantità degli ingredienti erano sbagliate, troppi liquidi e troppo poca farina.  Ho aggiustato il tiro ed ho ottenuto un impasto abbastanza elastico.  OK, ho pensato rattoppato.

Ho proseguito con la ricetta, sebbene ormai avevo un pregiudizio nei confronti dell'autore e quando il phatos se ne va il risultato lascia a desiderare.

Quindi stasera strudel di mele con crema che non c'è, nonostante la ricetta sia stata scrupolosamente seguita.

 

Soul Kitchen invece è un film molto, molto carino, una commedia con risvolti molto comici, ma anche sentimentali.

La trama:

 

Zinos è un giovane greco, proprietario del ristorante Soul Kitchen, dislocato in Germania. Purtroppo, Zinos non sta attraversando un periodo felice della sua vita. Il fratello è in carcere, gli affari vanno male, lui cucina da schifo, e la sua ragazza Nadine si è appena trasferita a Shangahi.  Come se non bastasse, nel tentativo di spostare la sua lavastoviglie che pesa un quintale, si procura il fatidico colpo della strega e non riesce più a muoversi con facilità.

Ingaggia quindi uno chef fantastico che ha conosciuto in un ristorante in cui aveva cenato con Nadine. Il cuoco è molto particolare, diciamo pure un fuori di testa, ma ha talento, molto talento. In un primo momento le sue ricette non vengono capite, nemmeno la lista per le ordinazione, poi il fato gira e pian piano il locale incomincia a essere frequentato da studenti, amanti della musica rock e soul che fanno del ristorante il loro punto di ritrovo.  Il locale prende il volo ma.... Zinos vuole Nadine e quindi incarica il fratello - che è in custodia cautelare - di gestire per suo conto il ristorante. Illias il fratello, gioca a poker con un tipo losco Neumann e naturalmente per pagare i debiti di gioco, vende il ristorante.

Fra mille problemi e roccambolesche situazioni, Zinos riesce a riprendersi il locale grazie a Nadine, che pur non essendo più la ragazza di Zinos, in quanto fidanzatasi con un cinese, lo aiuta a ricomprarselo prestandogli i soldi.

Zinos è di nuovo in pista non solo economicamente, ma anche sentimentalmente.  Un nuovo amore sta entrando nel suo ristorante.

 

La ricetta : Spero, che a chinque la esegua, venga meglio che non a me. Fatemelo sapere.

 

Ingredienti per uno strudel come da foto.

 

Pasta

 

300 gr di farina

  60 gr di burro

    2 dl di acqua (attenzione.. controllate l'assorbimento della vs. farina prima di aggiungerla del tutto)

    2 uova piccole (attenzione.. se le uova sono grandi, meglio usarne solo uno)

  20 gr di zucchero

    1  pizzico di sale

 

Farcia

 

400 gr di mele

   50 gr di uvetta sultanina ammollata

   70 gr di burro

     4 uova

100 gr di zucchero

        buccia di limone grattugiata

        cannella

15   savoiardi

  7   amaretti

  2   cucchiai di pane grattugiato

 

Procedimento

Mettete il burro con l'acqua in un padellino e fatelo sciogliere. Disponete la farina a fontana, mettete al centro le uova,il sale, lo zucchero ed il burro fuso nell'acqua. Impastate fino ad ottenere una pasta liscia, fatene una palla e mettetela a riposare per 20 minuti su di un piatto ricoperta da una pentola vuota e calda.

Trascorso il tempo necessario, stirate la pasta abbastanza sottile e preparate la farcia.

Lavorate a crema il burro, lo zucchero, poi unite uno per volta i tuorli e la scorza di limone.

A parte montate a neve ferma gli albumi ed incorporateli poi alla crema tuorli e zucchero.

Schiacciate finemente alcuni savoiardi ed uniteli al composto per dare una maggiore consistenza.

Spolverate la sfoglia che avete tirato in precedenza, di pane grattugiato. Stendetevi la farcia e sopra di essa le mele tagliate a fettine sottili.  Un pizzico di cannella e l'uvetta. Chiudete i lembi sul ripieno prima di eseguire l'operazione di arrotolamento e poi disponete lo strudel su placca da forno.

Lucidatelo con burro fuso ed infornate a 180° per 40 minuti.

Il risultato, almeno il mio, è quello esposto in foto. !!!

 

 

ENJOY??? MA FORSE

 

 

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14 ottobre 2011 5 14 /10 /ottobre /2011 20:55

     Piatti-con-verdure 5989

 

Svizzero?  Si, Roesti!

Il roesti è uno dei piatti svizzeri che mi hanno insegnato Giulia e Guido con i loro figli:Dario, Anna, Nadia e Carlo.

Svizzeri, e che Svizzeri. Mi mancano un po'.

Magari questa ricetta farà ricordare loro le serate intorno al tavolo a chiaccherare di tutto.

Si tratta di patate lessate, grattugiate ed arrostite in padella, una cosa così semplice che è alla portata di tutti, ma che fa subito festa.

Come al solito, la ricetta non è proprio, proprio tradizionale, ma c'è lo zampino di Betta che ha aggiunto del parmigiano grattugiato al composto di patate.

Un tortino è già di per sé un pasto completo, ve l'assicuro.

 

La ricetta

 

 

Ingredienti per  1 grande Roesti

(oppure a scelta  4 piccoli come da foto)

 

500 gr di patate lessate e fredde

1           cucchiaino di sale fino

4           cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

50 gr    di burro

1           spolveratina di noce moscata

 

Procedimento

 

Sbucciate le patate, grattugiatele con i fori più grossi della grattugia, per intenderci, quelli che si usano anche per grattugiare le carote.

Salate, aggiungete parmigiano e noce moscata ed il burro a fiocchetti. Mescolate e tenete da parte.

Riscaldate una pentola antiaderente, senza ungerla di alcun grasso.

Non appena rovente, versatevi le patate dando loro la forma della padella. In pratica, una frittatina, ma senza uova.  Rosolate il roesti, prima da un lato e non appena si forma una crosticina dorata, giratelo dall'altro e completate la cottura in 10 minuti.

Il Roesti deve essere servito caldissimo e può essere usato come contorno, ma anche come piatto unico, soprattutto se farcito anche con pancetta e cipolla. 

 

ENJOY !

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

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