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28 settembre 2011 3 28 /09 /settembre /2011 18:53

Zuppe 5688

 

 

Ci vuole coraggio a presentare una pietanza così scura ed apparentemente poco appetibile, altroché.

La crema di spinaci sembra una punizione per bambini disubbidienti (perchè di bambini cattivi non ce ne sono), invece il coraggio dell'assaggio viene premiato, perchè:

 

1-  il sapore non è amaro

2-  la consistenza è morbida e vellutata

3-  i cuoricini di formaggio rallegrano la vista

4-  la base della zuppa è eseguita tramite porro, cipolla dorata e scalogno che rendono il brodo dolce.

 

Quindi ricapitolando, vale la pena dedicare 30 minuti di tempo per preparare questa crema, alla quale (e la ricetta citerà l'ingrediente) si può aggiungere della panna fresca che la rende meno scura ed ancora più avvolgente al palato.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

500 gr di spinaci freschi oppure anche surgelati

1          cipolla dorata

1          porro

1          scalogno

1          patata

60 gr   di burro

75 cc   di vino bianco secco

1,500  lt di brodo di pollo - oppure vegetale (a scelta)

60 cc   di panna fresca

5-6      foglie di basilico e salvia

            sale, pepe, noce moscata

4          fette di formaggio tipo fontina oppure Emmental, o sotttilette.

 

Procedimento

 

Pulire gli spinaci dai filamenti più duri, lavarli per bene e tenerli da parte.

Sbucciare le bulbose: cipolla, scalogno e tagliarle finemente.

Rimuovere le foglie più esterne del porro, tagliarlo per il senso della lunghezza e lavarlo molto bene, in quanto fra le foglie, anche le più interne, si possono riscontrare granelli di terra.

Tagliarlo finemente.

In una pentola a bordi alti, far sciogliere dolcemente il burro, aggiungere cipolla, scalogno e porro, lasciar "sudare" gli ingredienti sino a che non si siano ammorbiditi. Aggiungete ora la patata precedentemente pelata e ridotta a dadini, lasciate rosolare un poco, poi aggiungete il vino, fatelo evaporare ed in seguito aggiungete il brodo.  Salate, pepate e spolverate di noce moscata.  Lasciate cuocere 20 minuti e poi passate il tutto al mixer.

Tenete da parte.

 

Nel frattempo, mentre il brodo cuoce, riprendete gli spinaci e cuoceteli nel burro rimanente. Fate rosolare dolcemente il burro e poi aggiungete gli spinaci, salate e coprite immediatamente. Il calore del coperchio ed il sale ammorbidiranno nel giro di 2 minuti gli spinaci.

Passateli al mixer ed aggiungetli al brodo. Portate al bollore e lasciate cuocere ancora 1 minuto.

Servite in cocotte e decorate con un goccio di panna, oppure con del formaggio a fette.

Anche fredda non è niente male.

 

ENJOY!

 

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27 settembre 2011 2 27 /09 /settembre /2011 19:47

Pane-pizze-focacce 5681

 

 

Bene, due giorni sono trascorsi dal fatidico "basta forno"  ed oggi l'ho riutilizzato per fare la focaccia dolce.

La focaccia dolce è stata la merenda scolastica delle elementari.  La portava a scuola Gianni Secchi, il cui padre era un panettiere.

La sua però era veramente dolce; l'esterno era quasi marrone dal tanto burro e zucchero utilizzati a formare la crosticina.  Dentro era bianchissima con qualche goccia di uvetta qua e là.  Il sapore era stupendo, soprattutto a metà mattina, dopo le fatiche scolastiche.  Un vero toccasana.

Focacce dolci oggi non se ne vedono molte dai fornai, sono state sostituite da dolci più sofisticati, ma questo cibo era così semplice, ma tanto buono, che è un peccato che oggi non sia più di moda.

La versione in foto ha più la foggia di una tortina, ma non appena si addenta si riconosce il pane morbido e l'uva dolce rigorosamente senza noccioli, che assieme regalano un primo sapore d'autunno.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 1 focaccia

 

 

500 gr di farina 00

25   gr di lievito di birra

300 cc di acqua tiepida

1          pizzico di sale

1          pizzico di zucchero

 

1,5 kg di uva bianca

120 gr di burro

  60 gr di zucchero semolato

1          spolverata di zucchero a velo

 

 

Procedimento

 

Impastare la farina con lievito, sale, zucchero, aggiungendo acqua tiepida poco per volta a seconda della capacità di assorbimento della vostra farina.

Formare un impasto morbido ed elastico, praticamente lo stesso che fareste per la pizza. Disporlo in una bacinella e coprirlo con un canovaccio.  Metterlo a riposo per almeno 30’ minuti, ma più tempo lievita, meglio è.

 

A lievitazione avvenuta, stendere la pasta su di una placca da forno, ma lasciandola abbastanza alta, morbida.

Tenere da parte a lievitare ancora un poco - 10 minuti -.

 

Sciogliere il burro a bagnomaria, stenderlo sulla pasta, facendolo ben penetrare, spalmarlo con le mani; sciogliere anche lo zucchero con un paio di cucchiai di acqua, ponendolo su fuoco medio,  in un pentolino antiaderente.

Deve solo sciogliersi, non caramellare.  Distribuire lo sciroppo sulla focaccia.

Preparare l'uva, lavandola e disponendola in modo ordinato sulla pasta.

 

Scaldare il forno a 220°,  quando a temperatura, infornare la focaccia e cuocere per 20 minuti, il tempo necessario a formare una discreta doratura della pasta ed una colorazione media dell'uva.

Servite tiepido-fredda con un goccio di Moscato e naturalmente....

 

ENJOY!

 

 

 

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26 settembre 2011 1 26 /09 /settembre /2011 19:55

Paste-asciutte 5673

 

 

Anche stasera sono le 21.00, è già tardi! 

Le giornate non si vivono, sono loro che vivono noi.

E' uno svegliarsi, lavarsi, vestirsi, ingurgitare la colazione con un piede già sull'ascensore, scendere in strada, salire in auto, percorrere in maniera automatica la distanza fra casa ed ufficio.

Diventare operativi immediatamente fino all'ora X  - lunch-time -, e poi di nuovo fino all'altra ora X - Dinner-time.  Percorso da pilota automatico a ritroso, verso casa  e finalmente, davanti ai fornelli riesco a pensare ad altro, ad allontanarmi anche per poco da tutta la frenesia che mi circonda.

La pasta, patate e broccoli mi ricorda un po' Mariolina, che è pugliese, un'amica che non vedo da un po' .

L'aglio sfregola nell'olio con il suo profumo inebriante,  le patate raccolgono tutta la loro morbidezza in una crosticina esterna ed i cavolfiorI verdi e bianchi (che pur odorando tenacemente) sono  così delicati che si sciolgono in bocca; la pasta decisamente lavorata fa si che il condimento di olio extravergine aromatizzato e qualche scaglia di formaggio ormai sciolto, s'impregnino fra le fessure. Una spolverata di pepe nero consolida un equilibrio ritrovato.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

320 gr di pasta corta di grano duro

3          patate a pasta gialla

400 gr di cavolfiore verdi e bianchi

2          spicchi d'aglio

1          metà cipolla

1          foglia di salvia

            sale, pepe ed olio extravergine d'oliva

            parmigiano reggiano o pecorino in scagliette

 

Procedimento

 

Pulite i cavolfiori togliendo le foglie esterne ed il gambo centrale. Riduceteli in piccoli fiori e lessateli per 15' minuti in acqua bollente leggermente salata.  Scolateli al dente e passateli sotto acqua fredda per fermare la cottura.

Tenete da parte

 

Spelate le patate, tagliatele a quadratini.  Versatele in una pentola a bordi alti e cuocetele partendo da acqua fredda.

Raggiunto il bollore, continuate la cottura per 8-10 minuti.  Scolate e tenete da parte

 

In una padella antiaderente scaldate l'olio, l'aglio, la metà cipolla; non appena rosolano, aggiungete le patate e lasciate insaporire e dorare. Non appena avranno una lieve crosticina, aggiungete i cavolfiori, salate il tutto e lasciate cuocere per circa 6 minuti, solo il tempo di amalgamarsi.  Pepate e tenete da parte.

 

In una pentola a bordi alti, fate bollire l'acqua per cuocere la pasta.  Al bollore, salatela e "calate"  la pasta.

Fate cuocere il tempo necessario espresso sulla confezione, curando che rimanga al dente.

Scolate la pasta nel sugo di cavolfiori e patate, fatela saltare un paio di volte, grattugiate a scaglie larghe del parmigiano reggiano, risaltate la pasta per un paio di volte e servite con un filo d'olio fresco.

 

ENJOY!

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25 settembre 2011 7 25 /09 /settembre /2011 20:20

IL CENTRO STORICO (5)

 

 

A volte sono una "snob" inconsapevole, mi spiego meglio.  Lo sono stata nei confronti di Bergamo, splendida città che per anni non ho visitato, perchè... boh... non lo so nemmeno io.  Ho ingiustamente pensato che fosse più lontano e fuori mano del dovuto, che in fondo le città sul lago potessero essere più rilassanti, che Milano è pur sempre Milano ecc. ecc.  ed invece oggi ho preso l'auto, l'ho puntata diretta su Bergamo  e .... che sorpresa!

Incantevole, veramente!  Si giunge a Bergamo con l'autostrada A4 Milano-Venezia, (e questo lo sanno tutti), si entra a Bergamo bassa,  direzione stazione, si cerca un comodo parcheggio e poi si acquistano i biglietti da ATB POINT, cioè l'ufficio dei bus della città, costo 2.80EU a persona per corsa di andata e ritorno. Si attende il bus per dieci minuti (ne passano in continuazione) sulla via principale accanto ad una chiesa niente male e poi si cambia dimensione.

La sensazione è di lasciare alle spalle il traffico, la città e d'immergersi, tornante dopo tornante, in un luogo in cui il tempo si è fermato. Le auto, che circolano a Bergamo alta, sono solo quelle dei residenti ed in verità la zona è per lo più pedonale con vie lastricate di porfido e pietre squadrate.

Durante l'ascesa, le mura che contengono la cittadella e gli alberi distribuiti lungo la strada, ricordano un po', almeno a me, la via che porta da S.Maria degli Angeli ad Assisi.  Strano paragone  i camuni e gli umbri! Però io ho avuto questo flash visivo.

Si arriva al capolinea, si scende dalla navetta e si è subito indirizzati alla porta d'entrata, che oggi ospitava nei sottoportici diverse bancarelle di antiquariato.

Attraversata la porta, si  apre una piazza che ospita due musei : uno archeologico ed uno natural-scientifico.

Sono entrata in quello archeologico ed ho potuto ammirare monili, utensili, statue e colonne tutti rilevati nell'area bergamasca.

Passando poi sotto un arco, si accede al borgo che è ricchissimo di negozi, ristoranti, bistrot che però hanno rigorosamente mantenuto lo stile e la struttura del tempo.

 

LO SHOPPING A BERGUM LO SHOPPING A BERGUM (1)

 

 

E che dire poi delle magnifiche porte che nascondono chissà quali tesori architettonici, chiostri, giardini che non si possono ammirare purtroppo,  perchè (giustamente)  proprietà privata.

 

LE PORTE A BERGUM (1) LE PORTE A BERGUM (2)LE PORTE A BERGUM (4)

 

LE PORTE A BERGUM (5)LE PORTE A BERGUM (6)

 

Gli scorci, le stradine e da ultimo un invito alle dolci tentazioni hanno coronato la giornata, che è stata felice anche sotto il punto di vista meteo. Splendido sole, splendida città.

ENJOY !

 

IL CENTRO STORICO (9)       IL CENTRO STORICO (7)     IL CENTRO STORICO (6)

 

 

 

UN INVITO ....

 

 

 

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24 settembre 2011 6 24 /09 /settembre /2011 20:57

Dolci-al-cucchiaio 5589

 

 

La famiglia mi ha vietato l'uso del forno per un paio di giorni.  Hanno detto stop al calore!

Panico!  Come faccio a fare un dolce senza forno? Ecco fatto!  Gateau au chocolat con biscotti savoiardi ed amaretti, (questa volta acquistati), che racchiudono un budino al cioccolato aromatizzato all'arancia. 

Spolverata di cacao amaro e fiocchetto in raso in nuance cioccolatosa come decorazione.

Ogni tanto  "se po fa".

Ribadisco che sono per la cucina fai da te, ma se qualche volta si vuole stupire, ed il tempo è poco oppure c'è la ribellione familiare, allora perchè non utilizzare qualcosa che possa rendere felici gli altri ed anche il "cucinatore"  ?(questa parola non l'ho inventata io, era il titolo di un progamma della TV ticinese "I Cucinatori"- molto carino, che purtroppo per motivi di etere, non riesco più a vedere).

Nel frattempo eccovi la ricetta

 

 

Ingredienti per 1 gateau come foto

 

6           biscotti savoiardi morbidi

6           amaretti

1           confezione di budino di cioccolato di qualità

3           cucchiai di zucchero

500 cc di latte

1           scorza di arancia

             carta di alluminio

             cacao amaro in polvere

 

 

Procedimento

 

Tagliare i savoiardi a metà.  Rivestire il fondo di una terrina da 10-12 cm di diametro con foglio di alluminio. Disporre sulla base uno strato di biscotti e usare le metà dei savoiardi per creare un recinto tutto intorno.

Tagliate un rettangolo di carta di alluminio, piegatolo in tre parti ottenendo una striscia abbastanza consistente alta 10 cm e lunga tutta la circonferenza del dolce.  Inseritela tutt'intorno ai savoiardi.  La striscia servirà da struttura di contenimento non appena aggiungerete il budino caldo.

 

Spolverate la base della terrina di amaretti sbriciolati.

 

In una padella antiaderente versate il contenuto della busta di 1 budino di cacao amaro. Aggiungete 3 cucchiai di zucchero, la scorza d'arancia ed a piacere un liquore per aromatizzare.

Miscelare il tutto ed aggiungere un goccio di latte per formare una crema, poi diluire con il restante latte.

Portare ad ebollizione sempre mescolando e cuocere ancora 5' minuti.

Scolare il budino con attenzione e leggerezza sulla base del dolce facendo attenzione che non debordi dalle fessure dei biscotti.

Lasciare raffreddare per almeno 3 ore.

Rimuovere la carta di alluminio e porre il gateau su piatto di portata.

Infiocchettarlo, oppure ricoprirlo con panna montata.

Spolverare di cacao amaro e servire con un buon Marsala.

 

 

ENJOY!

 

 

 

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23 settembre 2011 5 23 /09 /settembre /2011 19:50

Risotti 5555

 

 

Le mele, come accennavo ultimamente, regalano mille possibilità di utilizzo.

Uno dei miei preferiti e quello di accoppiarle al riso.

Il piatto è semplice ma ricco, il sapore conosciuto, ma anche sorprendente, un misto fra dolce e salato.

Niente parmigiano in quanto avrebbe "squilibrato" il piatto; al suo posto un pizzico di esotico : noce moscata!

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

320 gr    di riso Carnaroli

150 cc    di vino bianco secco            

1             porro

30    gr   di burro

3             mele Golden di media grandezza

1             cucchiaio di olio extravergine d'oliva

200  cc  di panna fresca

1             spolverata di noce moscata

               olio per friggere

               brodo vegetale  -- oppure acqua bollente

 

 

 

Preparate il porro togliendo le foglie  più dure. Lavatelo con cura, sfogliandolo, in quanto potrebbe contenere fra le foglie tracce di terra.

Dividete il porro a metà.  La parte superiore dovrà essere tagliata a listarelle; quella inferiore dovrà essere tritata finemente.

In una padella a bordi alti fate scaldare l'olio ed una noce di burro, versate i porri tritati, lasciate rosolare e poi aggiungete il riso.  Tostatelo e non appena caldo, irroratelo con il vino bianco.  Lasciate evaporare, aggiungete il brodo vegetale ed il sale.  Lasciate cuocere per 10 minuti.

 

Nel frattempo, sbucciate le mele, tagliatele a spicchi e poi a dadini.  Prendete una pentola antiaderente e fatevi sciogliere il burro. Non appena caldo, versate le mele e lasciate che si ammorbidiscano e diventino di un bel colore dorato.  Il tempo necessario è di circa 8-10 minuti.   A rosolatura ultimata, scolatele e tenete da parte.

 

Versate l'olio per friggere  in un tegame a bordi alti. Fate raggiungere la temperatura e poi cuocete i fili di porri, solo un paio di minuti. Scolate su carta assorbente, salate solo poco prima dell'utilizzo.

 

Ritorniamo al risotto:  a 3 minuti dalla fine cottura, aggiungere le mele e la panna.  Mantecare ancora sul fuoco per due minuti, spegnere al 3' minuto.  Continuare a mescolare ancora un attimo, il riso dovrà risultare all'onda.

Distribuirlo nei piatti da portata, spolverare un poco di noce moscata ed aggiungere un cespuglietto di fili di porro.

 

 

ENJOY!

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22 settembre 2011 4 22 /09 /settembre /2011 20:18

Piatti-con-verdure 5550

 

 

Stasera sarei dovuta andare ad un Happy Hour, ma all'ultimo momento l'appuntamento è saltato per via di un impegno imprevisto di uno degli ospiti.  La voglia di Appetizer però è rimasta e quindi  di necessità virtù.

Tornata a casa ho eseguito involtini di verdure grigliate, pomodorini in padella con olio aromatizzato all'aglio e basilico, e per dare un sapore deciso alle verdure ho utilizzato della feta.

Per completare ho cotto un pane "diverso", nel senso che la farina è una miscela di farina di riso e fecola. Praticamente un pane senza glutine.  E' la prima volta che utilizzo questo tipo di farine. Ero curiosa di vedere come si comportasse l'impasto, come sarebbe stato il sapore e la consistenza del pane una volta cotto.

Ebbene :

la sensazione tattile è completamente diversa.  Mentre la farina normale diventa morbida, liscia, si arrotonda e si plasma fra le mani,  qui è un po' il contrario. L'impasto tende ad appiccicarsi alle mani e non si stacca tanto facilmente.

Non è molto plasmabile in quanto poco elastico. Quindi il piacere della manipolazione è decisamente inferiore.

La lievatazione c'è!  Avviene con calma e non si sviluppa con  lo stesso volume del solito grano, ma c'è.

La cottura è relativamente breve. 

Sotto l'aspetto del gusto:  OTTIMO, niente da ridìre.   Il pane ha una crosticina sottile che funge da guaina ad una morbida mollica bianchissima.

Il sapore è molto simile a quello delle patate ed anche la consistenza, in quanto non appena cotto e ancora tiepido è molto soffice.

Davvero niente male, da rifare sicuramente.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

4            zucchine

2            melanzane

2            peperoni grandi

250 gr  di pomodori San Marzano piccolini

6           foglie di basilico

1           confezione di feta

1           spicchio d'aglio

             sale, olio extravergine d'oliva q.b

             basilico tritato

 

 

Pane

 

500          gr di miscela di farine senza glutine (fecola e farina di riso)

250-300 cc  di acqua

1               punta di cucchiaino di zucchero

                 sale ed olio extravergine d'oliva q.b.

1               cucchiaio abbondante di soffritto misto

1               spruzzatina di rosmarino in polvere

1               bustina di lievito di birra liofilizzato.

 

 

Procedimento

 

Versare la miscela di farine senza glutine in una bacinella, aggiungere sale, zucchero, olio, lievito di birra liofilizzato e acqua tiepida.  Impastare e lasciare lievitare almeno 40 minuti.

A lievitazione avvenuta prelevare l'impasto, dargli la forma voluta (io l'ho diviso in 3 parti, l'ho intrecciato e l'ho posto in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno). Lasciatelo lievitare nuovamente per altri 30 minuti.

Nel frattempo, riscaldate il forno a 220°.  Riprendete il pane, spolveratelo con rosmarino in polvere ed una cucchiaiata abbondante di soffritto misto. Eseguite un'emulsione di olio ed acqua (2 cucchiai di olio - 1 di acqua) e stendetela sul pane. Infornate e cuocete per almento 30 minuti. Non appena avrà una superficie dorata estraetelo dal forno e lasciatelo intiepidire.

 

Pulire le verdure lavandole.

Affettare le melanzane e le zucchine a fettine di medio spessore.

Infornate immediatamente i peperoni interi, compresi di picciolo, adagiandoli su di una teglia rivestita di carta da forno.

Condite le melanzane e le zucchine che avrete disposto su teglie rivestite da carta per alimenti.  Spolveratele di sale, basilico tritato ed olio extravergine d'oliva.

Infornate per 15-20 minuti.

Sfornate e tenete da parte.

 

Tagliate i pomodorini a spicchietti.  In una pentola antiaderente, scaldate l'olio, l'aglio ed il basilico.

Versate i pomodori, salate e lasciate insaporire brevemente.  Spegnete il fornello dopo 5 minuti di cottura.

Lasciate raffreddare.

 

Prendete la confezione di feta, apritela e lasciate scolare il siero.

Sbriciolatela sui pomodorini freddi.

 

Riprendete le verdure, stendetele su di un tagliere ed "imbottitele"  di pomodori e feta.  Arrotolate le verdure su se stesse e componete il piatto di ciascun commensale con involtini tricolore.  Servite con una buona fetta di pane.

 

 

ENJOY !

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21 settembre 2011 3 21 /09 /settembre /2011 19:51




Piatti-di-carne 5511

 

 

1^ : 

Già il titolo potrebbe essere fonte di querelle, in quanto di solito è il vitello che si fa tonnato, non il maiale.

2^ :

Il maiale rappresentato in foto non è stato bollito, bensì arrostito.

Ebbene si, il maiale tonné è un'esecuzione particolare, atipica, non ricoperto di crema maionnese-tonnata, bensì solo accompagnata, quindi una provocazione? 

No, solo un modo differente a cui ci si può  abituare facilmente, in quanto non è così complicato ed il gusto è migliore, non perchè eseguito da me, ma per il semplice motivo che la carne non è asciutta ed insapore, ma più simile ad un roast-beef medio, la salsa è una scelta, nel senso che la carne può essere intinta in essa e non sovrastata da essa .

Provate e ditemi se non è così. Apriamo un forum sul "maiale tonné".

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4 persone

 

700 gr di  lonza di maiale (pezzo unico)

300 gr di  tonno sott'olio

2           cucchiai di capperi in salamoia

1           cucchiaino di zeste di limone

1           cipolla dorata

1           spicchio d'aglio

5           foglie di salvia

1           foglia di alloro

200cc  di vino bianco

             sale, pepe ed olio extravergine d'oliva q.b.

 

2           tuorli d'uovo

1           cucchiaio di succo di limone

1           cucchiaino di senape dolce

375 gr di olio di semi di uva- o semi di arachide (a vostra scelta)

 

 

Procedimento

 

Salate, pepate il pezzo di lonza.  Preparate una pentola a bordi alti antiaderente che possa poi passare in forno direttamente. Versate in essa olio, aglio ed aromi.

Lasciate insaporire l'olio e pornetevi la lonza a rosolare a fuoco alto. Sigillate la carne su tutti i lati, poi irroratela con il vino bianco.

Tagliate la cipolla a fettine sottili ed aggiungetela alla carne, versate poi i capperi, e lasciate cuocere ancora un paio di minuti sul fuoco.

Nel frattempo accendete il forno a 160°.180°

Sgocciolate il tonno e versatelo in padella e mettete il tutto al forno per circa 25-30' non appena la carne raggiungerà i 65°C al cuore (si misura con la sonda per carne).

 

Preparate la maionese.

Importante:  la riuscita di questa salsa dipende per lo più dalla temperatura e dalla gentilezza nel versare l'olio poco a poco. Gli ingredienti, ma anche gli utensili devono essere a temperatura ambiente. Uova fredde = no maionese.

 

In una bacinella a bordi alti versate i tuorli e montateli con la frusta per alcuni minuti.  Non appena leggermente gonfi, aggiungete la senape, il limone (attenzione alla quantità, dipende dal vs. punto-piacere  di acidità) e frullate ancora.

Ora versate a filo finissimo l'olio, sempre montando con la frusta a massima velocità.  Vedrete formarsi la crema che adagio, adagio si addensa.  Tenetela in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

 

La lonza è cotta? Bene, estraetela dal forno e lasciatela raffreddare su di un tagliere.

Prelevate tutto quanto è rimasto in padella, cioè tonno, capperi, sughetto, cipolle e frullate con minipimer alla massima velocità. Otterrete un composto abbastanza denso.

Non appena freddo, aggiungetevi la maionese e mescolate per bene. Avrete ottenuto la vostra salsa tonnata. Assaggiatela e regolatela secondo il vostro gusto.

 

Riprendete la lonza fredda ed affettatela finemente, quasi come un roast-beef. Disponetela su piatti da portata e versate al centro una cucchiaiata abbondante di salsa.  Decorate con capperi e zeste di limone.

 

ENJOY!

 

 

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20 settembre 2011 2 20 /09 /settembre /2011 19:57

Stuzzichini-salati 5495

 

 

Je suis une "clafouteuse", che detto così sembra chissà che, invece vuole dire solo che sono una che fa i clafoutis, che normalmente sono dei dolci cotti al forno che hanno come base l'impasto delle crepes  a cui viene aggiunta frutta, per lo più  ciliegie. Qui invece c'è un clafoutis salato, che ho chiamato  FRITTATA-NON in quanto non si tratta di uova fritte nell'olio, bensì cotte al forno.

E' un modo pratico e molto più salutare di cuocere e mangiare le uova che non rimangano indigeste a causa della frittura. Al contrario, sono molto leggere e tuttavia saporite grazie agli ingredienti che vengono aggiunti a piacere.

Si sa che parteggio per patate e cipolle e dunque non potevo non usarle; l'aggiunta di ricotta fresca, parmigiano e rosmarino in polvere formano questo clafoutis.

 

 

La ricetta

 

Ingredienti per un clafoutis diametro 18-20 cm.

 

 

5               uova

4               patate medio-grandi

4               cipolle dorate medie

3               cucchiaiate di ricotta fresca

4               cucchiai di parmigiano

2               foglie di alloro

1               cucchiaino di rosmarino in polvere

                 sale, pepe ed olio extravergine d'oliva q.b.

 

 

Procedimento

 

Pelate le patate e riducetele a spicchi medio-grandi.  Versatele in una pentola, che avrete riempito di acqua fredda.

Portate le patate al bollore e lasciatele cuocere 10-15' minuti al massimo.  Dovranno essere cotte, ma non sfaldate, in quanto ricuoceranno poi al forno.

Non appena cotte, scolatele e lasciatele raffreddare.

 

Nel frattempo, pelate le cipolle, tagliatele a rondelle.  In una padella antiaderente fate scaldare l'olio e l'alloro. Versate le cipolle, mescolate un poco e salate immediatamente. Coprite con coperchio e portate a cottura circa 10 minuti, a seconda dello spessore delle rondelle. Nel caso in cui dovessero essere troppo asciutte ed ancora un poco crude, aggiungete pure un goccino d'acqua.

Alla cottura, prelevatele dalla padella e lasciatele raffreddare un poco.

 

In un'insalatiera versate le uova intere sgusciate, la ricotta, il parmigiano, un pizzico di sale e pepe, il rosmarino.

Sbattete energicamente per far si che la ricotta si amalgami bene.

 

Preparate una tortiera foderandola con carta da forno, disponete a raggiera le patate e versateci sopra le uova.  Distribuite in maniera decorativa le cipolle, spolverate con un pochino di parmigiano ed infornate a 180-200° per 20 minuti circa.  Non appena il clafoutis avrà un aspetto dorato e sodo, sfornatelo.

Servite tiepido oppure a temperatura ambiente con un'insalatina di rinforzo e cuoricini di frolla al parmigiano, perchè un po' di cuore non guasta mai.

 

ENJOY!

 

 

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19 settembre 2011 1 19 /09 /settembre /2011 20:12

Zuppe 5476

 

 

Facile, facile,  buona, buona.

Meteo del giorno:  vento forte freddo, WOW......  zuppa in vista!

Forse l'ho già detto e nel caso mi ripeterò, ma fra le tante cose che adoro mangiare, beh le zuppe autunno-invernali-primaverili e persino quelle fredde estive, mi piacciono veramente tanto.

A parte il pane, cosa c'è di più invitante di una tazza fumante, odorosa, filante a volte, saporita e colorata?

Tanto altro, si potrebbe giustamente obiettare, ma che fare, sono una ragazza d'altri tempi, che ancora oggi adora le zuppe!

Quella in foto è la classica alla zucca arricchita da una semplice quenelle di ricotta, un paio di foglie di salvia, dei grissini di sfoglia aromatizzati al rosmarino e parmigiano e dietro, nascosta dalla tazza, fette di torta pasqualina (ricetta compresa nel blog, categoria pane-pizze-focacce).

Vi assicuro che può bastare a "fare cena".  La zucca è dolce avvolgente il cucchiaio, il pane d'accompagnamento saporito abbastanza per mitigare la dolcezza della zuppa.  Una spolverata di pepe bianco completa il piatto.

 

La ricetta

 

Ingredienti per 4-6 persone

 

1          zucca Mantovana (verde esterna e arancione all'interno- riferimento blog- verdure)

2          cucchiai di soffritto misto

1          cipolla dorata

250gr  di fagioli cannellini

6          foglie di salvia

1          foglia di alloro

            sale, pepe ed olio extravergine d'oliva q.b.

            acqua bollente

 

1          rotolo di pasta sfoglia fresca

2-3      cucchiai di parmigiano

1          spolverata di rosmarino essiccato

 

 

Procedimento

ZUPPA

 

Sbucciate la zucca dalla buccia esterna verde. Togliete tutti i semi ed i filamenti.  Tagliatela a tocchetti. Tenete da parte.

In una pentola antiaderente ed a bordi alti, scaldate l'olio, il soffritto misto a dadini, la cipolla dorata a fettine, salvia ed alloro.  Non appena la cipolla "sfreguglia" cioè rosola nell'olio facendo il suo tipico rumore e profumando la cucina, aggiungere i fagioli.  Mescolate per un minuto. Aggiungete i tocchetti di zucca, mescolate e lasciate rosolare un paio di minuti.  Quando le verdure si saranno insaporite, versate acqua bollente a copertura completa del contenuto.

Salate, pepate e portate al bollore.  Non appena la zuppa bolle, abbassate la fiamma e portate a cottura in 30' minuti circa.

Passato questo tempo, frullate il tutto con l'aiuto di un minipimer.  Rimettete sul fuoco e verificate la densità della zuppa.

Nel caso in cui fosse troppo liquida, lasciate ridurre sul fuoco ancora per qualche minuto.

Versate la zuppa in cocottine singole.  Decorate con una quenelle (cioè una polpettina formata con l'ausilio di due cucchiai aventi la stessa grandezza) semplice di ricotta, due foglie di salvia e dei grissini di sfoglia.

 

GRISSINI DI SFOGLIA

 

Stendete la sfoglia, spolveratela di parmigiano e di rosmarino essiccato.

Tagliatela a listarelle di 2 cm di larghezza e per tutta la sua lunghezza.

Arrotolate le strisce su se stesse ed in seguito piegatele a metà e poi ritorcele ancora una volta.

Ripassatele nel parmigiano e nel rosmarino ed infornate a 220° per 10-15' minuti circa.

 

 

Naturalmente

ENJOY!

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Published by Bettaroberta - in Zuppe e minestre
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